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    In occasione dell’evento che celebra i 150 anni della cartografia della Patagonia, 1770-1920: 150 anni di cartografia della Patagonia che si svolgerà a Montepulciano, abbiamo intervistato Norma Alcaman Riffo, direttrice della Società dei Bibliófili Cileni, curatrice del Museo del Libro del Mare e ambasciatrice dell’Associazione Pigafetta 500 d’Italia, in Cile che è stata invitata a partecipare.

    Norma Alcaman Riffo

    Norma, sarà certamente emozionata per la partecipazione all’evento 1770-1920: 150 anni di cartografia della Patagonia che si svolgerà a Montepulciano l’8 maggio 2021 presso il tempio di San Biagio alle 16.30. Ricordiamo che l’evento sarà trasmesso in diretta dalla pagina facebook Società Bibliografica Toscana e dalla pagina facebook di italiani.it.

    Si, lo sono e desidero, innanzitutto, ringraziare il Dott. Paolo Tiezzi, Presidente della Società Bibliografica Toscana, per il suo graditissimo  invito a participare a questa attività culturale internazionale. Attività che funge da ponte tra Italia e Cile, tra Europa e America Latina.

    Lei è la direttrice della Società dei Bibliófili Cileni. Di cosa si occupa la società che lei dirige?

    La Società dei Bibliofili Cileni, fondata nel 1945, si prefigge di preservare la “cultura del libro”. A tal fine, riunisce collezionisti e studiosi, promuove la ricerca e la ristampa di testi antichi. Testi  che rappresentano veri e propri capisaldi del patrimonio culturale cileno negli ambiti della letteratura, del diritto, della storia, delle arti e delle scienze.

    Come è nata la collaborazione internazionale cileno-italiana?

    Questa peculiare forma di collaborazione internazionale cileno-italiana è stata avviata il 12 agosto 2019. Quel giorno, il presidente della Società dei Bibliofili Cileni, Ricardo Couyoumdjian, ed io  abbiamo sottoscritto un Protocollo di Cooperazione Culturale Internazionale con il Presidente della Società Bibliografica Toscana, l’avvocato Paolo Tiezzi. Tale Protocollo si propone di dare vita a svariati progetti che riguardano l’organizzazione di mostre,  la pubblicazione e  altre attività di comune interesse finalizzate alla divulgazione dello studio del libro antico e alla promozione del libro in sé stesso, quale una delle più nobili creazioni dell’umano intelletto e  mezzo essenziale per la trasmissione di idee, emozioni, conoscenza e cultura.

    Nel 2020, per celebrare i nostri primi 75 anni di attività, abbiamo reso omaggio al più famoso tra i nostri soci: Pablo Neruda, che il 10 dicembre 1971 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura. Per questo motivo, abbiamo organizzato la prima mostra virtuale cileno-italiana in stretta collaborazione con gli amici italiani della Società Bibliografica Toscana, sapientemente coordinati dalla socia  Alessandra Basso. Siamo fermamente convinti che la cultura sia un ponte che unisce paesi diversi. Nel nostro caso,  il ponte che ha collegato Cile e Italia è  da ricercarsi  nell’opera poetica straordinaria di Pablo Neruda. Opera  riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo  che ha ulteriormente rafforzato il legame  tra due Paesi che sono sì  geograficamente molto lontani, ma che sono anche molto vicini in virtù della comune eredità  latina, della grande affinità culturale e della solida amicizia. 

    E quest’anno?

    Quest’anno siamo estremamente  onorati del fatto che, nell’ambito del nostro Protocollo di Cooperazione, gli amici della Società Bibliografica Toscana e il suo Presidente, Paolo Tiezzi, abbiano deciso di condividere con noi la loro preziosa collezione di antiche incisioni della Patagonia, una terra mitica che ha ispirato grandi viaggiatori. Infatti, l’Oceano Pacifico, Capo Horn e lo Stretto di Magellano hanno sempre rappresentato sfide impegnative per i navigatori e sono divenuti luoghi che ormai  appartengono all’immaginario marittimo dell’intera umanità.
    Per questo motivo, più che uno spazio geografico, la Patagonia può essere considerata una sorta di  metafora della vita umana.  Ciò è indubbiamente molto significativo, specie  in questi giorni di pandemia, perché ci ispira e ci ricorda che l’essere umano può navigare in mari tempestosi e, sebbene possa avere  paura del naufragio, è sempre in grado di superare circostanze difficili facendo affidamento sul proprio coraggio, la propria fede e la pazienza. 

    La Patagonia viene spesso rappresentata come la fine del mondo, ma può  anche rappresentarne l’inizio per coloro che, superando le avversità della vita, siano in grado  di vincere su sè stessi. 

    Fuente: https://www.italiani.it/intervista-a-norma-alcaman-riffo-direttrice-della-societa-dei-bibliofili-cileni/

     

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