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    Intervista al fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Pigafetta500.

    1519-1522/2019-2022: il mondo celebra i 500 anni della spedizione di Ferdinando di Magellano e del primo giro attorno al mondo, una impresa che costituì una svolta epocale per la storia dell’umanità intera.

    Antonio Pigafetta, un giovane curioso, attento e preparato, si imbarca verso l’ignoto al fianco di magellano. Qual era il suo ruolo? Raccontare la più straordinaria impresa mai compiuta dall’uomo.

    Di Pigafetta ne parliamo con il fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Pigafetta500, Dott. Stefano Soprana, attuale propietario della gioielleria Soprana (dal 1910) e Presidente del Consiglio di Commercianti (Confcommercio) – Centro Storico di Vicenza.

    Quando è stata fondata l’Associazione Culturale Pigafetta500, quali sono i suoi obiettivi?

    L’Associazione culturale Pigafetta 500 è nata nel luglio 2018 con l’obiettivo di far conoscere la figura di Antonio Pigafetta. Da subito la nostra associazione ha organizzato incontri conoscitivi e ha progettato e contribuito a progettare iniziative e attività dedicate ai tanti aspetti descritti da Pigafetta nella sua «Relazione del primo viaggio attorno al mondo».

    Oggi il nostro sguardo è rivolto alla fine del viaggio, nel settembre 1522/2022, una fine che viviamo come un inizio: questi anni sono serviti per seminare e costruire relazioni, continueremo a farlo anche dopo perché c’è ancora molto da fare!

    Quale è il significato della figura di Pigafetta per la città di Vicenza e per il Veneto?

    Pigafetta è una figura rappresentativa di Vicenza e del Veneto. Il giovane navigatore e scrittore incarna al meglio i valori che contraddistinguono ancor oggi gli imprenditori del territorio: curiosità e voglia di mettersi in gioco, coraggio ma anche capacità di mettersi in relazione facendo da ponte tra culture diverse.

    Ci piace molto ricordare che Pigafetta riesce a trascrivere vocaboli di lingue mai sentite e a dialogare pur non comprendendo la lingua altrui. Proprio come molti nostri imprenditori, specialmente in passato, partivano per nuovi mercati, solo col loro dialetto, ma con una grande voglia di fare.

    Quindi, per la nostra Associazione Pigafetta è una figura viva e di grande attualità che sta avendo riscontro tra gli imprenditori ma, con nostra soddisfazione, anche nelle scuole. Pigafetta è poi una figura interessante anche sul fronte del turismo, un aspetto che contiamo di sviluppare sempre più.

    L’Associazione ha una Ambasciatrice Culturale in Cile e il busto di Pigafetta a Punta Arenas. È importante per voi rafforzare il legame con il nostro paese?

    Noi siamo onorati e grati del lavoro e delle relazioni che Norma Alcaman Riffo sta costruendo nel nome di Pigafetta, e siamo particolarmente felici perché è stata una collaborazione nata sotto il segno della più gratuita amicizia e fiducia reciproca.

    Il Cile per noi -ma non credo solo per noi! – rappresenta il punto chiave del viaggio di Magellano ed è stato perciò davvero emozionante poter associare al busto del comandante portoghese a Punta Arenas quello del nostro Antonio Pigafetta. Un risultato questo frutto di una generosa collaborazione tra diverse personalità e istituzion. Un segno importante di ascolto e di valorizzazione della Storia dei nostri Paesi che siamo fiduciosi, non si fermerà qua!

    Nei libri di storia, la presenza degli italiani che hanno fatto il viaggio con Magellano è piuttosto discreta. Che informazione potrebbe aggiungere per il pubblico in generale?

    Questa è una osservazione verissima. Raccontiamo sempre che, prima di far nascere l’Associazione culturale Pigafetta 500, abbiamo condotto un sondaggio a Vicenza: era chiaro che pochissimi conoscessero la storia di Antonio Pigafetta! Purtroppo nei libri di storia poco si racconta della Spedizione di Magellano e di Pigafetta. Per non parlare degli altri italiani a bordo, una presenza tutt’altro che secondaria e oggetto di una pubblicazione di qualche tempo fa (L. Avonto, I compagni di viaggio di Magellano, 1992) che ricostruisce come, dopo gli spagnoli, gli italiani furono il gruppo più numeroso assieme ai portoghesi. Dal testo di Pigafetta non sembra egli abbia avuto un rapporto privilegiato con gli altri italiani a bordo, ma è anche vero che la «Relazione» non è un diario, ma un’opera letteraria vera e propria in cui si racconta del viaggio.

    Il ritratto di Pigafetta che si conosce normalmente, corrisponde veramente a lui?

    Pare purtroppo proprio di no! Per tanti anni questo ritratto è circolato con una ingannevole identificazione in Antonio Pigafetta. Dobbiamo -al momento- arrenderci al fatto che non abbiamo un ritratto del nostro Antonio Pigafetta.

    Il libro di Pigafetta è un patrimonio culturale, cosa è successo con la prima edizione e qual è l’edizione più antica che si conserva attualmente e in quale biblioteca si trova?
    Antonio Pigafetta dovette avere pronto il testo della «Relazione del primo viaggio attorno al mondo» già nell’estate del 1524: nell’agosto infatti la Repubblica di Venezia gli accorda di poter stampare e distribuire la sua opera. Tuttavia Pigafetta, non sappiamo perché, non la diede mai alle stampe.

    Intorno al 1526 invece, uscì la prima edizione a stampa, in lingua francese, della «Relazione», in una versione purtroppo con errori e mancanze che compromise la reputazione di Pigafetta come scrittore. Fu proprio questa imprecisa pubblicazione francese a essere tradotta nella prima edizione a stampa italiana, il «Viaggio fatto da gli spagnioli atorno a’ l mondo» del 1536. Dal «Viaggio» del 1536 derivò poi il più famoso «Navigazioni e viaggi» di Giovanni Battista Ramusio, pubblicato nel 1550, un testo chiave fino al 1800. Nel 1797 infatti, Carlo Amoretti individuò, nella vastissima collezione di testi manoscritti conservati alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, la copia più antica della «Relazione». Si tratta di un testo manoscritto, non di mano di Antonio Pigafetta ma, secondo gli studiosi, sarebbe quello più fedele al testo effettivamente scritto dal vicentino. Insomma una vicenda piuttosto intricata e affascinante.

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