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    Roberto Guzmán Lyon, bibliofilo cileno, condivide alcuni dei suoi incunaboli

    Il nostro socio della Società di Bibliofili Cileni, con tessera n.7, avvocato Roberto Guzmán Lyon, nella Biblioteca di casa sua a Zapallar. Tra le mani ha la Relazione Storica del Regno del Cile (1646), di padre Alonso de Ovalle. Il libro aperto accanto a lui, sullo scaffale, è invece la prima edizione del Grande Album di Pompei, che ha recato con sè da Napoli.

    I libri INCUNÀBOLI, sono tutti quelli stampati durante il XV secolo, dall’anno 1453 -ovvero l’anno a cui risale l’edizione da parte di Johannes Gutenberg a Magonza della Bibbia stampata in latino in due volumi, con caratteri mobili- fino al giorno di Pasqua dell’anno 1500. Durante tale periodo, il tipografo possedeva e manovrava la stampa ed era ad un tempo fondatore di personaggi in movimento, produttore di carta da stampa, rilegatore, editore, libraio, artista e studioso. Queste prime edizioni hannoun grande valore storico, poiché -per la prima volta- hanno reso la cultura alla portata di tutti. Il termine «incunàboli» si riferisce al primo periodo del libro, quando era nella «culla» e fu stampato in più di 1200 tipografie, in 250 città, con una produzione di 35.000 opere. Queste sono le edizioni degli incunàboli europei.

    Successivamente, giunsero anche in America le macchine da stampa, la prima in Messico nel 1534, con l’opera La Escala Espiritual di Juan Clímaco, pubblicata nel 1539, considerata il primo incunàbolo messicano. Più tardi, in Perù, la prima tipografia fu fondata a Lima nel 1577, nella casa di Antonio Ricardo e Francisco del Canto. In Cile, agli albori del XIX secolo, furono realizzate le prime stampe religiose che pertanto sono considerate i primi incunàboli cileni.

    Attualmente, la collezione comprende un interessante incunàbolo, intitolato LIBRO DELLE ORE, IN USO A ROMA (“Horae, uso di Roma”), in latino e francese, edito e stampato nell’anno 1492 da Phillippe Pigouchet, per il libraio Simon de Vostre. Il pregiato volume, in pergamena (162 x 105 mm), contiene l’Almanacco di Francia, l’anatomia dell’uomo e diversi frammenti dei Vangeli e delle preghiere che erano uso a Roma, di cui alcune dedicate alla Beata Vergine Maria. Le decorazioni e le incisioni o tagli metallici che adornano ogni pagina del volume sono state realizzate in ferro da Pigouchet stesso e contengono diciotto incisioni a piena pagina, tra le quali le immagini dei tre vivi e dei tre morti nonchè scene della vita di Cristo e della Beata Vergine Maria. I “libri delle ore” non servivano solo per la pratica delle orazioni familiari, ma erano anche utilizzate per insegnare a leggere ai bambini. Un’altra copia di questo “libro di ore” è oggi conservata nella Bodleian Library dell’Università di Oxford.

    “Horae, uso di Roma”, in latino e francese, edito e stampato da Phillipe Pigouchet, per il libraio Simon de Vostre. Anno 1492.
    “Horae, uso di Roma” (1492). Anatomia umana.

    “Horae, uso di Roma” (1492). L’immagine consente di apprezzare appieno la ricercatezza delle illustrazioni del libro.

    Horae, uso di Roma” (1492). Illustrazione relativa alla morte.

    Un’altro incunàbolo di questa collezione è la VITA E DOTTRINE DEI FILOSOFI CELEBRI, di Diogenes Laertio S.lll, edito da Guyot Marchant, a Parigi nel 1500, per il libraio Bruder de Marnef. Un’opera divisa in sette tomi, nei quali vengono trattate le dottrine dei principali filosofi di Grecia, Isole Ionie e Italia, mentre l’ultimo tomo è dedicato esclusivamente ad Epicuro.

    Questa collezione include anche il Terzo Volume della famosa Enciclopedia del Sapere Universale del domenicano francese VINCENT DE BEAUVAIS (1190-1264), PUBBLICATA TRA 1473-1476, con il titolo di SPECULUM MORALE, che fa parte dell’opera SPECULUM MAIOR, considerata la più completa enciclopedia delle conoscenze degli scolastici del XIII secolo. L’enciclopedia fu ristampata più volte fino al Rinascimento e servì anche da riferimento bibliografico per l’opera di San Tommaso d’Aquino.

    Poiché i libri incunàboli sono molto scarsi, dal XIX secolo iniziò la tradizione di farne accurate riproduzioni, la prima fu realizzata nel 1891 da Montaner e Simon del “Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha” di Miguel de Cervantes, in due volumi. La collezione include anche una preziosa riproduzione de IL LIBRO D’ORE TORRIANI, realizzato a Milano, nel 1495 all’epoca di Ludovico il Moro, per la potente famiglia Torriani. Il libro ha una preziosa copertina in oro, argento e avorio e sui piani smaltati di Limoges con scene della passione di Cristo (60 x 40 mm) e stampe multiple a colori con scene bibliche in pergamena. Venne stampata in un’edizione limitata di 980 copie. L’esemplare della collezione è il numero 625.

    La collezione include anche una meravigliosa riproduzione del LIBRO DELLE ORE DI ISABELLA LA CATTOLICA, donatole dal Regno d’Aragona in occasione del suo matrimonio con Ferdinando il Cattolico. Anche questa riproduzione è di elevatissima qualità, che le è valso il primo premio della Biblioteca Centrale di Madrid. Potremmo continuare citando altre riproduzioni di alta qualità, la cui trattazione per il momento lasceremo per un’altra occasione.

    Osservando la mia biblioteca posso affermare di aver costruito negli anni la mia collezione grazie ad un lavoro perseverante e tanta dedizione. Inoltre, considero un orgoglio che in Cile siano presenti libri di così grande valore patrimoniale per la nostra civiltà occidentale e che la Società dei bibliofili cileni mantenga viva la cultura del libro.

    Norma Alcamán, Direttrice della Società di Bibliófili Cileni e Roberto Guzman Lyon, noto collezionista cileno (2021).

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